Il Bergamotto

Sembra che l’origine del bergamotto sia molto più antica di quello che si è scritto fino ad oggi. Nelle tombe egizie, è stato trovato l’olio di bergamotto misto ad aloe, usato per inumare i cadaveri. A Salerno, in una tomba di epoca romana, è stato trovato un unguentario con tracce di essenza di bergamotto. Pare comunque che sia stato importato in Europa da Cristoforo Colombo, di ritorno dai suoi viaggi. Una leggenda narra che nel 1400 ne fu innestata una pianta in un giardino dei signori Valentino, in contrada S. Caterina, i quali avrebbero acquistato per 18 scudi il primo alberello di bergamotto da un moro di Spagna. Il merito di aver impiantato intorno al 1750 il primo alberello a Reggio Calabria pare appartenga a Nicola Parisi.

La Pianta. L’albero del bergamotto appartiene alla famiglia delle  rutacee, e può raggiungere i tre metri di altezza. Il fiore del bergamotto viene chiamato con il nome di zagara: dalla voce siciliana dell’arabo zahara, “fiore”; per questo il fiore del bergamotto distingue Reggio Calabria come <<città della zagara>>. Il suo frutto è più piccolo di un’arancia media, la buccia è sottile, liscia e va dal verde al  color giallo limone, con il progredire della maturazione. Il suo peso varia dagli 80 ai 200 grammi.

La superficie oggi coltivata a bergamotto è di circa 1.500 Ha., con una produzione media di 100.000 kg. di essenza. Per ottenere un kg. di essenza occorrono 200 kg. di frutti.

La Calabria è leader nella coltivazione, produzione e commercializzazione della sua essenza, che per oltre 50 anni ne ha sostenuto l’economia, rappresentando un raro momento di imprenditorialità agricola di grande valenza soprattutto per l’industria profumiera internazionale, la cui indispensabile funzione è non solo di fissare il bouquetaromatico dei profumi, ma anche di armonizzare le altre essenze contenute, esaltando le note di freschezza e fragranza.

Esso può essere senza dubbio annoverato tra i tesori della nostra regione, perché la sua coltura oltre ad avere un’importanza economica, vi conferisce anche enorme prestigio la straordinaria ed esclusiva ambientazione.

 

I SUOI UTILIZZI

E’ noto che l’essenza di Bergamotto, costituita da circa 345 sostanze chimiche, vanta proprietà balsamiche, riattivanti la circolazione, antireumatiche, antinfiammatorie, disinfettanti e cicatrizzanti. Viene per queste virtù largamente utilizzata in medicina, dove viene sfruttato il suo potere antisettico e antibatterico, con largo utilizzo nella sepsi chirurgica, in odontoiatria, oftalmologia, ginecologia, dermatologia, tanto da essere inserita nelle farmacopee di diversi paesi.

Il suo uso viene esteso alla dermocosmesi nella prevenzione e nel contrasto della caduta dei capelli, nonché in dermatologia, per la disinfezione del viso in caso di acne pustolosa e nella detersione di pelli grasse ed impure cui facilita la normalizzazione della esecrezione sebacea. In generale l’essenza ha anche effetti antiparassitari ed insettifughi.

L’essenza viene inoltre usata in farmaceutica come corrigende dell’odore dei medicamenti per uso esterno, come antisettico e cicatrizzante e in ultimo come vermifugo. I primi studi sull’impiego dell’essenza di Bergamotto quale rimedio terapeutico risalgono al 1804, quando un medico calabrese Francesco Calabrò pubblicò la tesi di dottorato presso l’Università di Pavia dal titolo“Della balsamica virtù dell’essenza di Bergamotto nelle ferite“, in cui esprimeva appunto le proprietà antisettiche e cicatrizzanti del prodotto.

Il suo carattere poliedrico ben si manifesta se consideriamo l’impiego del frutto nell’industria alimentare come aromatizzante di caramelle, torroni, liquori e canditi. Tipica produzione calabrese sono il gelato al bergamottoed il delizioso bergamino, liquore molto apprezzato insieme alla grappa realizzata combinando il frutto con diverse qualità di vinacce ed all’amaro, infuso preparato con le scorze di bergamotto e alcune erbe.  

Anticamente il frutto svuotato ed essiccato veniva usato nella regione come tabacchiera ideale in quanto aromatizzava il tabacco e nel contempo ne manteneva la giusta umidità. Ancora oggi, con la buccia vengono realizzati originali oggetti, come le caratteristiche tabacchiere di Varapodio (RC).

Dal 1999 l’Olio essenziale di Bergamotto di Reggio Calabria ricavato dalla sua scorza ha ottenuto la DOP. E’ dunque meritato l’appellativo di  ”oro verde”, ed è nostro dovere far si che questo bene, dono di Dio alla nostra terra, non venga trascurato.

E’appunto il Consorzio del bergamotto di Reggio Calabria ad occuparsi della sua promozione, tutela e valorizzazione, riunendo oggi la maggior parte dei suoi produttori.

Iniziativa lodevole dell’amministrazione provinciale nell’ambito del Piano triennale delle opere pubbliche 2007-2009, tesa a salvaguardare il bergamotto è la realizzazione a Reggio Calabria di un parco, nei pressi della fiumara Calopinace, tra i rioni di Spirito Santo e San Cristoforo. “Il Parco provinciale del bergamotto” contribuirà a preservare e valorizzare diverse centinaia di piante – afferma Omar Minniti – e a favorire su questa fetta di territorio forme di sviluppo eco-compatibile, grazie all’afflusso di scolaresche e turisti che lo visiteranno”. Secondo il capogruppo del Prc, l’opera permetterà, inoltre, “di divulgare le molteplici applicazioni che vedono il bergamotto protagonista, dalla gastronomia alla cosmesi, dalla medicina all’artigianato.”

L’idea è destinare una parte del parco a stand espositivi, dove sarà possibile la degustazione e la vendita di derivati del bergamotto, con il coinvolgimento delle imprese e delle associazioni operanti nel settore che faranno da sponsor a questo frutto che rende unico il territorio reggino nel mondo, promuovendone i molteplici usi che si possono fare. Una di queste è la fondazione “Bergamore”, promossa dalla Provincia di Reggio, il cui rilancio dovrà essere uno degli obiettivi primari dell’ente.

“L’ubicazione del parco nell’area tra il Calopinace e i quartieri di Spirito Santo e Cannavò – aggiunge Barillà – darebbe non solo la possibilità di salvaguardare un segmento simbolicamente efficace di identità e di continuità paesaggistica e di rispondere al bisogno di natura dei cittadini, ma anche di mettere “a portata di visita” per i turisti una risorsa identitaria del nostro territorio, altrimenti disponibile solo in aree periferiche.”

Una progettualità positiva è all’orizzonte, dunque, che rinfranca e sprona a continuare tutti coloro che del bergamotto non hanno fatto solo un business, ma a cui hanno attribuito un valore che non è economico, ma tradizione, cultura, amore per le cose vere di casa nostra, ed ancora tutti coloro per cui casa non è il proprio pezzetto di terra soltanto ma anche il mondo stesso, con il suo prezioso ecosistema, al cui mantenimento le braccia e le menti reggine vogliono poter ancora contribuire.

Il bergamotto si può definire frutto estremamente generoso per la sua polivalenza in parecchi settori: nell’industriacosmetica il suo olio costituisce non solo l’ingrediente fondamentale dell’acqua di colonia, ma serve anche a favorire l’abbronzatura, a purificare e deodorare la pelle e le zone ascellari, a disinfettare gradualmente la cavità orale e le zone del viso affette da pustole, a normalizzare le pelli grasse troppo ricche di sebo.